CADONO DALLE NUVOLE!

Siamo alle solite. Le assemble della CGIL che si sono svolte in questi giorni in azienda, non aggiungono altro a quello che già sapevamo.

Non avevamo bisogno che qualcuno ci venisse a dire che la situazione è difficile, noi, nella sede di via Lamaro, le difficoltà le viviamo in prima persona.

Non avevamo bisogno che qualcuno ci ricordasse la storia del successo delle lavoratrici della fabbrica Tacconi di Latina, sarebbe bastato ricordare il successo delle lotte dei lavoratori di Atesia per ottenere la stabilizzazione dopo anni di precariato.

Ma soprattutto non avevamo bisogno che qualcuno ci ricordasse di essere parte attiva in questo momento e di utilizzare la rete per comunicare, noi questo percorso lo abbiamo intrapreso diversi mesi fa organizzando una raccolta firme per chiedere l’applicazione del art 22 del contratto delle telecomunicazioni di cui CGIL CISL UIL e UGL ne sono i firmatari!!!

E’ inaccettabile che una delegato/a sindacale dichiari di non saperne nulla, è ridicolo che prima di dare l’adesione vorrebbe leggere il testo della petizione, visibile in rete sul nostro blog e che fa riferimento ad un’articolo del contratto nazionale che lei stessa dovrebbe conoscere. Il testo, quindi il contenuto, è ciò che il sindacato a cui appartiene ha firmato sottoscrivendo il contratto di categoria delle telecomunicazioni, ovvero quel contenitore di articoli che per quanto riguarda i provvedimenti disciplinari viene sempre osservato scrupolosamente, ma risulta invece essere inapplicabile quando, in alcuni suoi articoli, suggerisce delle soluzioni per poter garantire una migliore qualità della vita dei lavoratori e tutelare l’occupazione.

Sia ben chiaro! Non consideriamo il contratto delle telecomunicazioni il migliore contratto di categoria che sia mai stato firmato, non ne stiamo tessendo le lodi, ma abbiamo individuato all’interno di questo una soluzione.

Per la CGIL forse è solo una questione di forma, per noi ciò che contano sono i contenuti e di contenuti la nostra iniziativa ne è piena!

E per non essere da meno la UILCOM-UIL, un’altra sigla sindacale che dovrebbe essere informata di ciò che accade nel mondo, si è impegnata in una azione volta a “redimere i dubbi…”. Mai termine fu così appropriato: redimere in italiano significa: “Liberare qualcuno da qualcosa che gli porta dolore, umiliazione, svantaggio. Liberarsi da una colpa, da un peso, da un dolore: redimere dal peccato [il Sabatini Coletti Dizionario della Lingua Italiana]

Hanno si di che redimersi: di colpe e di peccati ne hanno commessi abbastanza!!

In attesa che organizzino un pellegrinaggio last-minute verso Santiago de Compostela o per il santuario di Medjugorje, noi precipitiamo inesorabilmente verso la catastrofe!!

Ci concediamo una citazione cinematografica, dal film “L’odio” di Mathieu Kassovitz:

Questa è la storia di uomo che cade da un palazzo di 50 piani. Mano a mano che cadendo passa da un piano all’ altro il tizio per farsi coraggio si ripete: fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, fino a qui tutto bene, il problema non è la caduta…ma l’atterraggio.”

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