Archivio mensile:agosto 2012

PERCHE’ CHIEDIAMO L’APPLICAZIONE DEL art. 22 DEL CONTRATTO NAZIONALE

Che il destino della sede di via Lamaro fosse la chiusura lo avevamo intuito già da tempo, quello che ancora non sappiamo è il modo con cui i sindacati intendono fronteggiare questa situazione di crisi, ovvero quali saranno le proposte che presenteranno alla Regione Lazio o alle istituzioni.

Da circa due mesi un’iniziativa spontanea dei lavoratori in solidarietà ci vede impegnati in una raccolta firme per chiedere l’applicazione del art.22 [Telelavoro] del CCNL delle telecomunicazioni, da proporre come una possibile soluzione allo stato di crisi attuale.

Il perchè di questa scelta è molto semplice: è una soluzione che eviterebbe la perdita di moltissimi posti di lavoro.

Essendo parte integrante del contratto delle telecomunicazioni, è a tutti gli effetti accettato da chi questo contratto lo ha firmato non per presa visione, ma perchè ne condivide e ne accetta i contenuti. In rappresentanza dei lavoratori i firmatari del contratto sono i sindacati CGIL, CISL,UIL, e UGL.

Nel I° comma del art 22, il telelavoro viene presentato come una “modalità di svolgimento della prestazione che permette di modernizzare l’organizzazione del lavoro realizzando un miglioramento del processo produttivo delle imprese e conciliando l’attività lavorativa delle persone con la vita sociale e familiare anche con riferimento al miglioramento delle condizioni territoriali, ambientali e di mobilità, offrendo loro maggiore autonomia nell’assolvimento dei compiti affidati…”

Nell’ultimo punto dello stesso articolo, per l’esattezza il 15°, “…le Parti si danno atto che con il presente articolo si è data attuazione all’Accordo interconfederale 9 giugno 2004”.

Che cos’è questo Accordo Interconfederale? “…e’ un accordo per il recepimento dell’accordo-quadro europeo sul telelavoro concluso il 16 luglio 2002 tra UNICE/UEAPME, CEEP E CES. Le parti in epigrafe riconoscono che il presente accordo interconfederale costituisce attuazione, ex art. 139, paragrafo 2, del Trattato che istituisce la Comunità europea…”

Ricapitolando: la nostra proposta non certo utopistica, non solo è parte del contratto di categoria ma è un accordo integrante di un trattato della Comunità Europea.

Il quadro normativo è chiaro e definito, quello che occorre adesso è la volontà unita ad un atto di responsabilità da parte di chi ricopre un ruolo ben preciso in questo delicatissimo momento, quello cioè di difendere i livelli occupazionali in azienda ed evitare anche un solo licenziamento.

Dai dati pubblicati sul telelavoro e disponibili sul nostro blog (vedi rassegna stampa) il telelavoro risulterebbe efficace proprio su quelle criticità che l’Azienda denuncia: assenteismo, e produttività.

PRENDIAMO ATTO CHE NESSUNA DELLE SIGLE SINDACALI FIRMATARIE DEL CONTRATTO HA MOSTRATO INTERESSE E HA COMUNICATO LA PROPRIA ADESIONE A QUESTA INIZIATIVA.

NESSUNA INIZIATIVA POTRÀ AVERE EFFETTO SE NON VIENE VALORIZZATA CON DEI CONTENUTI CHE PROPONGONO DELLE SOLUZIONI.

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