PERCHE’ CHIEDIAMO L’APPLICAZIONE DEL art. 22 DEL CONTRATTO NAZIONALE

Che il destino della sede di via Lamaro fosse la chiusura lo avevamo intuito già da tempo, quello che ancora non sappiamo è il modo con cui i sindacati intendono fronteggiare questa situazione di crisi, ovvero quali saranno le proposte che presenteranno alla Regione Lazio o alle istituzioni.

Da circa due mesi un’iniziativa spontanea dei lavoratori in solidarietà ci vede impegnati in una raccolta firme per chiedere l’applicazione del art.22 [Telelavoro] del CCNL delle telecomunicazioni, da proporre come una possibile soluzione allo stato di crisi attuale.

Il perchè di questa scelta è molto semplice: è una soluzione che eviterebbe la perdita di moltissimi posti di lavoro.

Essendo parte integrante del contratto delle telecomunicazioni, è a tutti gli effetti accettato da chi questo contratto lo ha firmato non per presa visione, ma perchè ne condivide e ne accetta i contenuti. In rappresentanza dei lavoratori i firmatari del contratto sono i sindacati CGIL, CISL,UIL, e UGL.

Nel I° comma del art 22, il telelavoro viene presentato come una “modalità di svolgimento della prestazione che permette di modernizzare l’organizzazione del lavoro realizzando un miglioramento del processo produttivo delle imprese e conciliando l’attività lavorativa delle persone con la vita sociale e familiare anche con riferimento al miglioramento delle condizioni territoriali, ambientali e di mobilità, offrendo loro maggiore autonomia nell’assolvimento dei compiti affidati…”

Nell’ultimo punto dello stesso articolo, per l’esattezza il 15°, “…le Parti si danno atto che con il presente articolo si è data attuazione all’Accordo interconfederale 9 giugno 2004”.

Che cos’è questo Accordo Interconfederale? “…e’ un accordo per il recepimento dell’accordo-quadro europeo sul telelavoro concluso il 16 luglio 2002 tra UNICE/UEAPME, CEEP E CES. Le parti in epigrafe riconoscono che il presente accordo interconfederale costituisce attuazione, ex art. 139, paragrafo 2, del Trattato che istituisce la Comunità europea…”

Ricapitolando: la nostra proposta non certo utopistica, non solo è parte del contratto di categoria ma è un accordo integrante di un trattato della Comunità Europea.

Il quadro normativo è chiaro e definito, quello che occorre adesso è la volontà unita ad un atto di responsabilità da parte di chi ricopre un ruolo ben preciso in questo delicatissimo momento, quello cioè di difendere i livelli occupazionali in azienda ed evitare anche un solo licenziamento.

Dai dati pubblicati sul telelavoro e disponibili sul nostro blog (vedi rassegna stampa) il telelavoro risulterebbe efficace proprio su quelle criticità che l’Azienda denuncia: assenteismo, e produttività.

PRENDIAMO ATTO CHE NESSUNA DELLE SIGLE SINDACALI FIRMATARIE DEL CONTRATTO HA MOSTRATO INTERESSE E HA COMUNICATO LA PROPRIA ADESIONE A QUESTA INIZIATIVA.

NESSUNA INIZIATIVA POTRÀ AVERE EFFETTO SE NON VIENE VALORIZZATA CON DEI CONTENUTI CHE PROPONGONO DELLE SOLUZIONI.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: